Storie di Lambrusco

La cantina di Vittorio Graziano

Nessuna indicazione stradale per arrivare alla sua cantina assestata tra le dolci colline di Castelvetro, ma dopo la prima volta che vai non ti sbagli più e diventa la stella polare per tutti gli enonaviganti.

Vittorio Graziano è il personaggio più rappresentativo del ritorno alla tradizione della fermentazione in bottiglia. Segue fedelmente i dettami dell’agricoltura naturale: niente chimica in vigna e in cantina, la vinificazione avviene solo grazie ai lieviti indigeni e l’uso di solforosa nel vino è ridotto ai minimi termini.

Si narra fosse astemio in gioventù e che si sia avvicinato al vino quasi per caso grazie al colpo di fulmine avuto bevendo un lambrusco agli inizi degli anni ’80. Da lì poi la prima vendemmia, 31 anni fa, nel 1982.

Potremmo definire i suoi 5 ettari come un vigneto didattico visto che ospitano antichissime varietà, alcune quasi estinte, che entreranno poi a far parte degli uvaggi dei suoi vini.

Nel 2003 decide di uscire dalla denominazione per disaccordo con il disciplinare sull’uso dei vitigni complementari (il disciplinare obbliga che l’85% delle uve sia Lambrusco Grasparossa, mentre lui è un fermo sostenitore del blend di più uve nella vinificazione di tale vino, d’altronde la storia insegna che fin dai tempi antichi il Lambrusco Grasparossa si produceva con tutte le varietà che si avevano in vigna), sia per la modifica delle rese a 180 q/ha che rischiano di intaccare pesantemente la qualità del prodotto.

Il suo Fontana dei Boschi è una grandissima interpretazione di lambrusco Grasparossa (probabilmente la migliore in assoluto), fruttato e minerale con una beva decisamente invogliante, il Ripa di Sopravento, bianco frizzante da uve Malvasia e Trebbiano in prevalenza, è croccante e sapido con ricordi champagneggianti ma molto più beverino rispetto ai cugini francesi, il Sassoscuro, rosso fermo da malbo gentile e altre varie uve, ha una bella rusticità e un gusto pieno, e infine il Tarbianaaz da trebbiano modenese macerato sulle bucce che viene vinificato solo nelle migliori annate.
I vini di Vittorio sono nelle proposte Dell’osteria la favorita per accompagnare i piatti più tipici della tradizione Emiliana.